VALTORTA

Valtorta [valˈtɔrta] (Altórta [alˈtoɾta], Valtórta [valˈtoɾta], Altòrta [alˈtɔɾta], Valtòrta [valˈtɔɾta] in dialetto bergamasco) è un comune di 258 abitanti
Il territorio di Valtorta, avvolto nella Valle Stabina, è suddiviso in una serie di frazioni. Fornonuovo, Rava, Valtorta centro, Torre, Grasso, Cantello, Costa e Scasletto sono gli otto borghi che oggi caratterizzano il comune di Valtorta
Fu a lungo legata alla pieve di Primaluna, situata nella suddetta valle, con la quale il paese è collegato tramite i Piani di Bobbio, ora rinomata località turistica.
In epoca medievale in questo piccolo borgo, unitamente al vicino comune di Cassiglio, si sviluppò una fiorente attività estrattiva di materiali come il ferro e l’argento, con il conseguente sviluppo di attività ad esse legate, quali la lavorazione del ferro in chiodi tramite magli azionati dai numerosi corsi d’acqua che attraversano il territorio comunale. Si narra che il ferro arrivasse dalla Valle di Scalve e dalla val Seriana, e per la sua lavorazione venisse impiegato un elevato numero di addetti.
Lo sfruttamento di queste potenzialità mise questa piccola valle al centro delle mire delle signorie dei Torriani prima e dei Visconti, a seguire la Repubblica di Venezia e gli austriaci
Il XX secolo vide la progressiva chiusura delle miniere, che diedero inizio ad un lento ma inesorabile processo di spopolamento. Questo venne parzialmente attenuato dallo sviluppo turistico che ha dato nuovo impulso all’economia locale, aiutata anche dal rilancio dei prodotti tipici locali, in particolar modo in ambito caseario.
Di notevole interesse è la chiesa di Sant’Antonio Abate che, costruita nel XIV secolo, rappresenta uno degli esempi di chiesa medievale meglio conservata in tutta l’alta valle Brembana. Molto particolari, oltre allo stile romanico, sono il campanile a pianta quadrata con bifore ed i dipinti, da poco restaurati, sulle pareti esterne.
È infine d’obbligo menzionare la chiesa parrocchiale che, dedicata a santa Maria Assunta, risale al XVII secolo. Riedificata nel corso del XX secolo, custodisce opere di notevole pregio, tra cui spiccano due polittici.
Presso Costa è situata la chiesa di Sant’Antonio di Padova e San Bernardo, risalente al 1683. La chiesetta di Cantello venne costruita in onore ai santi Rocco e Sebastiano e fu ultimata nel 1639, a seguito della peste del 1630. Di notevole interesse è anche la chiesa di San Lorenzo, localizzata nella parte superiore della frazione Rava ed è risalente all’Ottocento. È infine da ricordare la chiesa dell’Addolorata nel piccolo borgo di Fornonuovo. La chiesa venne completata nel 1753, ma fu distrutta a causa dell’alluvione del 29 giugno 1890. A seguito di questa catastrofe, venne ricostruita nel 1892 e restaurata nel 1956
Merita sicuramente una visita l’ecomuseo di Valtorta, voluto da Angela Marabese e famiglia, con l’intento di valorizzare le risorse del paese. La componente principale è il museo etnografico “Alta Valle Brembana”, posto in quella che veniva definita come la casa della Pretura. Si tratta di un edificio medievale, un tempo sede della residenza del vicario, nonché casa comunale
Il territorio, immerso nella valle Stabina, presenta notevoli proposte, adatte ad ogni tipo di utenza. Il turismo estivo offre opportunità adatte a tutte le esigenze, dall’esperto escursionista all’utente saltuario. Durante l’inverno numerose sono le piste da sci, che si spingono fino ai Piani di Bobbio,
Quarant’anni fa a Valtorta si disputavano i giochi della gioventù. I Giochi della Gioventù sono una manifestazione sportiva nazionale per ragazzi e ragazze dagli 11 ai 17 anni, creati nel 1968 dal presidente del CONI Giulio Onesti, con l’aiuto di altri dirigenti sportivi come Mario Mazzuca, Mario Vivaldi e Bruno Fabjan.
La manifestazione fu disputata per la prima volta nel maggio del 1969 ed interrotta nel 1996.
Valtorta era una delle sedi in cui affluivano ragazzi da tutta la provincia.
Una settimana estiva volta ad includere tutti, agonisti e studenti
Una mini-Olimpiade aperta a ragazzi e ragazze appartenenti a scuole, società sportive, centri di addestramento giovanili Coni e Olimpia, Enti di propaganda, gruppi aziendali, associazioni varie. Nessun obbligo di tesseramento alle federazioni, ma soltanto documento di identità e certificato medico di idoneità fisica.
Erano gli anni delle tute blu a tre strisce, di Giochi Senza Frontiere alla TV. Erano ancora gli anni in cui si avevano ideali. Ognuno il suo. Chi quello politico, chi quello sportivo o scolastico, chi cercava il posto fisso o il marito per la vita. Forse ideali che andavano sicuramente rivisti, ma certamente non abbandonati.
Oggi abbiamo tutto, ma siamo orfani di ideali e questa orfanezza ci fa sentire molto soli.
Ora in cambio abbiamo un numero sempre più elevato di hikikomori…
Non sono mai d’accordo con chi afferma che si stava meglio quando si stava peggio perché il progresso di cui godiamo è meraviglioso, nel vero senso della parola. Dobbiamo solo sforzarci di conservare per il futuro le cose buone del passato.
Lo sport e la cultura sono due ideali che non devono mai passare di moda.

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