TORRE PALLAVICINA

Torre Pallavicina [ˈtorːe palːaviˈʧiːna] (Tór Palaisina [ˈtoɾ palaiˈzina] in dialetto bergamasco) è un comune sparso di 1 096 abitanti. Situato nella pianura orientale bergamasca, al confine con le province di Brescia e di Cremona, dista circa 38 chilometri a sud-est dal capoluogo orobico.
Le poche informazioni inerenti alla storia di Torre Pallavicina riguardano quasi unicamente l’epoca medievale. Prima di questa si presume che il territorio fosse interessato da piccoli insediamenti risalenti all’epoca romana, dato che il borgo veniva inizialmente identificato con il nome di Floriano, probabilmente inserito in quello che veniva comunemente chiamato vicus Florianus.
Fu però con l’arrivo della signoria dei Barbò, documentata dal 1070, che il borgo ebbe un periodo di notorietà, durante il quale, risentendo delle lotte di fazione tra guelfi e ghibellini, ritenne necessario dotarsi di numerosi edifici fortificati. I signori del borgo, di schieramento ghibellino e legati con la signoria dei Visconti di Milano, fecero erigere a Tristano Visconti, figlio di Bernabò[senza fonte], una torre sui loro territori che fungesse da vedetta sulle zone limitrofe e sul corso del fiume Oglio, da sempre confine tra le varie entità politiche.
Qualche tempo più tardi a fianco della torre venne costruito un palazzo, con scopi sia difensivi che residenziali, dal marchese Galeazzo I Pallavicino, che fece costruire anche l’omonimo canale irriguo che scorre nel paese. Questi sposò Elisabetta Sforza, figlia naturale di Tristano Sforza. Un Da questo matrimonio ottenne anche il possesso del borgo, che assunse il nome di Torre Pallavicina.
La torre, a pianta quadrangolare, con possenti murature in laterizio, fu poi sopralzata in epoca rinascimentale con una loggia e dotata di una passerella aerea di accesso, al di sopra dei beccatelli dell’antica merlatura di coronamento e del piombatoio: sotto alla veste rinascimentale ancora si conservano dunque le vestigia di una tipica residenza- fortificata di epoca sforzesca. Il lento degrado e la violenta scossa di terremoto del 12 maggio 1802 comportarono la parziale rovina dell’edificio, restaurato da Giuseppe Pallavicino cremonese
Al piano superiore, cui si accede da un ampio scalone detto “de’ Cavalli”, la Sala dei Giganti, utilizzata dal marchese per ospitare sontuosi ricevimenti, fu pure dipinta da Bernardino Campi con scene mitologiche, probabilmente entro il 1557
Palazzo Barbò con sale affrescate da Giulio e Bernardino Campi si trova quindi nella frazione TORRE. La Villa gode di un parco di notevoli dimensioni. Nei pressi del palazzo sorge anche la villa Olofredi, che versa in condizioni di degrado nonostante il fastoso passato.
La villa presso Torre Pallavicina si affiancava in quegli anni allo scavo del Naviglio Pallavicino, un canale navigabile realizzato a partire dal 1512 che derivava acqua dal fiume Oglio distribuendola nel territorio cremonese fino al fiume Po: la gestione del Naviglio avrebbe garantito ai Pallavicino per alcuni secoli un cospicuo introito nonché il controllo dell’ampio territorio cremonese
In frazione Portici, entro il territorio comunale, si trova una grande villa rustica con palazzotto cinquecentesco in stile neoclassico, nota appunto come Villa del Portico.
Nella frazione Santa Maria si trova inoltre la chiesa di santa Maria Assunta, del XVI secolo, restaurata nel XX secolo; al suo interno ospita tele del XVIII e del XIX secolo, oltre ad una notevole pala del Solaro raffigurante l’Assunta.
La sede comunale Villanuova ospita infine il Museo della Civiltà Contadina.
Nel bellissimo Parco Oglio Nord, a 4 km da Soncino, sorge l’Ostello Molino di Basso, una struttura dall’autentica ospitalità ubicata in un immobile che anticamente ospitava gli operai agricoli impegnati nel lavoro dei campi. Tale struttura è destinata in particolare al turismo scolastico-ambientale con tariffe agevolate, ma accoglie con favore anche le famiglie, le coppie, i gruppi di amici che approfittando delle bellezze del territorio e di tariffe molto interessanti, vogliono trascorrere un week-end, all’insegna della cultura, arte, storia, natura e buona cucina.
Il periodo del lockdown ha messo a dura prova le attività ricettive e ricreative ma l’Ostello Molino ha investito nell’attività del forno per l’asporto ed ha continuato ad offrire pizza e cibo di qualità.
L’Ostello offre anche un servizio di noleggio biciclette che può essere un ottimo suggerimento per la bella stagione ormai arrivata
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TORRE PALLAVICINA

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