MOIO DE’ CALVI

Moio de’ Calvi [ˈmɔːjo deˈkalvi] (Mòi [ˈmɔi] in dialetto bergamasco) è un comune italiano di 209 abitanti
Piccolo borgo incastonato tra i monti, non annovera episodi di spessore nella sua storia. Storia fatta dalla quotidianità dei propri abitanti, da sempre dediti al lavoro che la natura offre, dall’allevamento alla produzione del carbone di legna.
Nel corso del XVI secolo il paese, dopo essere entrato a far parte della Repubblica di Venezia, fu inserito nel distretto amministrativo della Valle Brembana Oltre la Goggia, che comprendeva tutti i comuni dell’alta valle, con capoluogo posto a Valnegra e godeva di sgravi fiscali e numerosi privilegi.
In quel periodo venne a stabilirsi la famiglia dei Calvi che creò una propria riserva di caccia. I discendenti della famiglia si integrarono con gli altri abitanti, tanto che ancor oggi è possibile notare una discontinuità tra gli edifici, taluni di matrice contadina e rurale, altri influenzati dall’architettura veneziana.
Merita menzione casa Calvi, edificata in stile veneziano che contraddistingue altre abitazioni di minor importanza. Su una facciata dell’abitazione si possono ammirare affreschi di buon pregio.
Molto particolare è la chiesa parrocchiale, dedicata a San Mattia. Edificata al termine del XV secolo e ristrutturata due secoli più tardi, possiede un caratteristico campanile in stile romanico e custodisce ornamenti barocchi, dipinti di Giambettino Cignarolii e l’organo di costruzione di Adeodato Bossi.
Il territorio comunale offre ottimi colpi d’occhio, grazie al contesto naturalistico in cui è immerso. Numerose sono quindi le possibilità di escursioni sui monti circostanti, adatte ad ogni esigenza: dal principiante all’utente più esperto ed esigente
Lo spettacolo della cascata di Val Fondra, che con i suoi circa 500 metri di dislivello è la più alta d’Italia. La sua strapotenza idrica viene lasciata però “sfogare” solo in determinati periodi dell’anno: l’apertura al pubblico è infatti variabile, determinata a seconda del procedere dei lavori alla centrale Enel di Moio de’ Calvi.
La cascata è di origine artificiale. Il suo dislivello parte dai 1.000 metri di Baresi di Roncobello, per poi scendere ed arrivare a 600 metri del fiume Brembo: un vero e proprio record, che si può avere la fortuna di ammirare addirittura a pochi metri di distanza, così vicina che la sua acqua bagna la strada provinciale fra Valnegra e Fondra. L’appuntamento è dunque imperdibile per chi volesse gustare un po’ di bellezza della Valle Brembana.
La piccola chiesa di Santa Maria Maddalena si trova ad est dell’abitato di Curto, in posizione panoramica sulla valle sottostante. E’ di dimensioni molto contenute e si trova sulla mulattiera che un tempo collegava Lenna all’Alta Val Brembana. La pianta è a base rettangolare e presenta una facciata semplice. La chiesa presenta una facciata molto semplice, coperta da tetto a due falde con gronda il legno sporgente. La porta d’ingresso in legno, è fiancheggiata da due piccole finestre con inferriata ed una finestra circolare posta sopra il portone; al centro spicca l’iscrizione S. M. Maddalena. Internamente la chiesa presenta un’unica navata coperta da volta a crociera; addossato alla parete nord vi è un altare in muratura con retrostante affresco raffigurante Cristo crocifisso con Maria Santissima, S. Giovanni e Maddalena ai piedi della croce.
Per gli amanti della pedalata impegnativa, per gli amanti della pesca, per gli amanti dei boschi, per gli amanti della canoa, per le passeggiate nel verde, per l’aria salubre e per tanti altri motivi
Il verde della bandiera tricolore, le nostre valli!

MOIO, MOIO DE' CALVI

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