ALZANO LOMBARDO

Alzano Lombardo [alˈʣaːno lomˈbardo](Alzà [alˈza] o ’Lzà [ˈlza] in dialetto bergamasco) è un comune di 13346 abitanti
I primi ritrovamenti che attestano la presenza umana sul territorio comunale sono frammenti di selce lavorata, rinvenuti nelle zone collinari e montuose nei pressi della frazione Monte di Nese, databili attorno al terzo millennio a.C..
I primi insediamenti risalirebbero invece al VI secolo a.C., quando nella zona si stabilirono popolazioni di origine ligure, dedite alla pastorizia, tra cui gli Orobi. Ad essi si aggiunsero ed integrarono, a partire dal V secolo a.C., le popolazioni di ceppo celtico, tra cui i Galli Cenomani. Questi ultimi si stanziarono prevalentemente nella valle del Nesa, costituendo primitivi accampamenti presso quelle che sono le frazioni di Nese e Brumano.
Tuttavia la prima vera e propria opera di urbanizzazione fu opera dei Romani, che conquistarono la zona e la sottoposero a centuriazione, ovvero ad una suddivisione dei terreni a più proprietari, a partire dal I secolo d.C.. Questa opera assegnò appezzamenti più o meno vasti a coloni e veterani di guerra, di origine o acquisizione romana, i quali bonificarono i terreni al fine di poterli sfruttare per coltivazioni agricole ed allevamento di bestiame.
Questo avvenne anche per i terreni posti tra i colli Frontale e Ganda ed il fiume Serio, che vennero assegnati alla “Gens Alicia”. Conseguentemente la zona assunse il nome di “Praedium Aliciano” (podere aliciano), da cui deriva il nome del comune.
I principali nuclei abitativi furono Alzano Superiore (poi divenuto Alzano di Sopra) ed Alzano Inferiore (in seguito Alzano Maggiore), che vennero riuniti in un unico vicus. A quel periodo risale inoltre una lapide, considerata il principale reperto storico rinvenuto nei confini comunali ed ora custodita presso il Museo archeologico di Bergamo, ritrovata verso la metà del XIX secolo nel campanile della chiesa parrocchiale di San Giorgio presso Nese. Databile al I secolo d.C., descrive un lascito effettuato da tale “Sura” agli abitanti di Nese e di Brumano, definendoli come “vicanis”, fornendo importanti indicazioni su come anche quei due piccoli borghi fossero a loro volta elevati al rango di vicus. In ogni caso, durante l’epoca romana tutti questi centri avevano dimensioni molto ridotte e si basavano su agricoltura, principalmente nella piana del fondovalle, e pastorizia, nella valle del Nesa.
Nel corso dei secoli numerose sono state le variazioni dei confini del comune. I primi riscontri inerenti alla delimitazione degli stessi risalgono alla prima metà del XIV secolo, epoca nella quale il territorio risultava frazionato in differenti entità: Alzano Inferiore, Alzano Superiore, Anexie (divenuto poi Nese) ed Olera che potevano godere di una propria autonomia amministrativa, mentre Monte di Nese era incluso nei confini di Poscante e Brumano in quelli di Nembro. Alla fine del secolo Alzano Superiore, ridefinito come Alzano Sopra, passò anch’esso a Nembro, mentre Olera andò ad incrementare la superficie territoriale di Poscante.
Il periodo successivo alla dominazione romana vide la zona soggetta alle invasioni barbariche, che portarono la popolazione a rifugiarsi in postazioni più elevate su colli e propaggini circostanti, in quanto considerate più sicure dalle scorrerie. Ad Alzano si svilupparono quindi nuclei abitativi con piccole strutture difensive sulle alture del colle Frontale, in particolar modo presso la località “Castello”.
Nel corso del VI secolo si verificò l’arrivo Longobardi, che insediarono presso Alzano e Nese lo sculdascio, un funzionario minore dipendente dai gastaldi, a loro volta legati direttamente al re. Questa popolazione si radicò notevolmente sul territorio, influenzando a lungo gli usi degli abitanti: si consideri infatti che il diritto longobardo rimase “de facto” attivo nelle consuetudini della popolazione fino al XV secolo.
Nell’VIII secolo ai longobardi subentrarono i Franchi che, al contrario dei predecessori, rimasero estranei alla vita sociale e politica dei territori assoggettati, nei quali instaurarono un sistema feudale, inserito nell’ambito del Sacro Romano Impero. A tal riguardo nel 974 l’imperatore Ottone II investì Ambrogio I, Vescovo di Bergamo, del titolo di Signore delle terre della valle Seriana, sulle quali aveva giurisdizione in ambito civile, penale ed ecclesiastico. In quel periodo il paese, sviluppatosi inizialmente presso lacontrada di San Pietro, cominciò a spingersi verso il fiume Serio, lungo l’antica strada romana che percorreva la valle Seriana, che corrisponde al centro storico ed alle vie Fantoni e Roma.
Pochi furono i cambiamenti dei confini durante i tre secoli e mezzo della dominazione Veneta, la quale rinominò Alzano Inferiore in Alzano Maggiore, all’interno di cui riportò il piccolo borgo di Brumano, e che nel 1776 ridiede l’autonomia a Monte di Nese. Con la fine della Serenissima si verificarono invece numerosi riassetti territoriali in pochi anni: nel 1798 Brumano si unì al neonato comune di Lonno, mentre un anno prima Olera si era staccata da Poscante. L’indipendenza di quest’ultima durò pochi anni, dal momento che già nel 1805 fu nuovamente aggregata, unitamente a Monte di Nese, al comune posto in val Brembana. Nel 1809 si verificò un’imponente opera di accorpamento istituzionale, con Alzano Maggiore che inglobò Alzano Sopra, Nese e Brumano.
Anche i primi documenti in cui viene citato il nome di Alzano risalgono al X secolo: nel 919 viene difatti menzionato Alzano Superiore, mentre nell’anno 1000 viene indicato il borgo di “Alesano Subteriore” in una permuta di terreni di proprietà dei canonici di Sant’Alessandro in Bergamo. Questi due borghi, a partire dal IX secolo, vennero scissi in due entità differenti che ebbero vita separata a livello amministrativo e religioso per oltre un millennio.
Ben presto però l’autorità vescovile cominciò a rivelarsi opprimente per i borghi che richiedevano una sempre maggiore autonomia: tra il XII ed il XIII secolo sia Alzano Inferiore che Nese riuscirono ad emanciparsi, ergendosi a comuni autonomi posti sotto il controllo della città di Bergamo, che li inserì nella circoscrizione denominata “Facta della porta di San Lorenzo”.
Questa nuova condizione permise ai comuni di gestire in autonomia lo sfruttamento dei boschi e dei pascoli, di poter definire confini amministrativi e viabilità e di organizzare liberamente il culto. A questo si aggiunse anche l’utilizzo delle acque sia del fiume Serio che delle rogge presenti sul territorio: tra queste la roggia Serio Grande e la roggia Morlana, che nascevano più a monte e servivano i bisogni delle campagne limitrofe alla città di Bergamo, ma anche le rogge Guidana e Vescovada, il cui corso è stato modificato e la portata ridotta, che attingevano direttamente presso il paese.
Conseguentemente Alzano Inferiore si dotò di un palazzo comunale, nella fattispecie di un Palazzo della ragione, edificato nel 1366 e conosciuto con il nome di Porteghèt. Posto presso l’intersezione delle due principali strade di allora, la via della valle e la via della piazza (vie san Pietro e via Fantoni), era dotato di una sala delle adunanze, di una loggia dalla quale si leggevano al popolo i proclami, i bandi o le sentenze e di un porticato sotto al quale si radunavano i cittadini quando si dovevano prendere decisioni importanti oppure nei giorni di mercato. Vi era anche un piccolo campanile, eliminato alla fine del XIX secolo, che serviva per chiamare all’adunata la cittadinanza o per avvisare in caso di pericolo (invasioni o calamità).
Con la fine della napoleonica Repubblica Cisalpina e la contestuale instaurazione del Regno Lombardo-Veneto, avvenuta nel 1816, vi fu una nuova scissione tra Alzano Maggiore, Alzano Sopra e Nese, ma anche di Olera e Monte di Nese che si eressero ad autorità amministrative indipendenti. Questi ultimi due borghi tuttavia dopo soli due anni vennero nuovamente riaggregati a Poscante, venendo poi inseriti nel territorio di Nese tra il 1925 ed il 1928.
Fu invece nel 1927 che, in seguito alla fusione di Alzano Maggiore ed Alzano Sopra, nacque il comune di Alzano Lombardo, a cui nel 1939 venne aggiunto anche il comune di Nese, assumendo così il nuovo assetto.
A partire dalla seconda metà del XIX secolo, una volta avvenuta l’unità d’Italia, Alzano visse un periodo di sviluppo industriale e sociale: nonostante la progressiva scomparsa dell’industria laniera prima e serica poi, lungo la roggia Morlana si stanziarono importanti insediamenti quali le cartiere Pigna e Pesenti, quest’ultima commutata poi in industria cementiera, che con il tempo si sviluppò assumendo la denominazione Italcementi.
Un ulteriore impulso all’economia locale venne dall’apertura della Ferrovia della Valle Seriana, che dal 1884 permetteva il collegamento di merci e passeggeri da Bergamo a Clusone, ma anche dalla costruzione degli ospedalli civili Pesenti-Fenaroli (1859) e del ponte per la viabilità con il vicino paese di Villa di Serio nel 1913. Nel 1927, tramite il Regio decreto datato 27 aprile, venne deciso l’accorpamento dei comuni di Alzano Maggiore e di Alzano Sopra, dopo una separazione durata più di mille anni, in quello che venne ribattezzato come comune di Alzano Lombardo. Dodici anni più tardi il territorio assunse la fisionomia con l’inclusione del comune di Nese.
Nella seconda parte del XX secolo il comune fu soggetto ad un tumultuoso sviluppo urbanistico, sociale ed economico che lo vide assurgere ad importante centro industriale della bassa valle Seriana, con numerose aziende (tra cui la Zerowatt) ed attività artigianali (vedi Polini) che, sviluppandosi, riuscirono ad espandere il loro raggio d’azione ben oltre i confini regionali e nazionali.
Il principale edificio sacro del comune è indubbiamente la Basilica di San Martino, situata nel centro storico di Alzano Maggiore in piazza Italia, alla confluenza delle vie Fantoni e Roma, che per secoli sono state le principali direttrici viarie del borgo. Edificata a partire dal 1656 su un preesistente edificio religioso, fu realizzata dall’architetto-capo del Duomo di Milano Gerolamo Quadrio. Si tratta di un edificio a tre navate scandite da cinque campate ciascuna. Di queste la centrale risulta essere più alta e ampia, con una volta a botte che poggia su colonne in marmo bianco di stile composito. Le due navate laterali vennero invece ricoperte da vele, stuccate da Giovanni Angelo Sala. Lateralmente vi sono otto cappelle, ricche di dipinti e d’importanti cicli pittorici. Di gran pregio è il pulpito che spicca al centro della struttura.
Attiguo alla Basilica si trova il Museo d’arte sacra San Martino. Questo è collocato nella struttura denominata il Palazzo, che si presenta come un palazzo nobiliare tipico del XVII secolo, e si sviluppa su tre piani che si distribuiscono attorno ad una piazzetta interna (Piazza Partigiani).
Le Sagrestie sono una sezione del Museo d’arte sacra. Inserite nel corpo strutturale della basilica, vennero edificate nel 1676 al fine adibire i nuovi locali ad ambienti volti ad ospitare riunioni clericali, ma anche atti alla preparazione della preghiera, sia per il clero locale che per il popolo, nelle processioni. Contengono una serie di sculture, intarsi, stucchi ed affreschi risalenti al XVII secolo dei migliori esponenti del barocco lombardo.
La chiesa di San Pietro si trova ai margini dell’omonima contrada, la più antica del paese; essa fu il principale edificio di culto della comunità di Alzano Inferiore fino all’anno 1457, quando venne declassata a sussidiaria dopo la costruzione della nuova chiesa di San Martino.
A fianco della chiesa si trova l’oratorio, risalente al XV secolo, un tempo utilizzato dalla Confraternita dei Disciplini Bianchi. Oltre all’Oratorio si trova il campanile, alto ventisette metri.
In un altro edificio posto sul sagrato della chiesa, vi è la Scuola di San Pietro. Fondata nel 1650, per secoli ha avuto il compito di istruire i giovani del paese.
Ai margini di quella che un tempo era l’antica fortificazione del centro storico, attigua all’ospedale Pesenti-Fenaroli, si trova la Chiesa di Santa Maria della Pace. Edificata nel XVI secolo, venne affidata ai frati minori francescani. Nel XVII secolo venne edificato anche il convento che comprendeva due chiostri ed un dormitorio.
Collocata a poca distanza dalla basilica di San Martino, sulla via che reca ad Alzano Sopra, risale ai primi anni del XVIII secolo. Conosciuta anche come chiesa del Suffragio, in quanto edificata in luogo di un antico oratorio che portava quel nome, venne inizialmente costruita per ospitare le sepolture. La prima pietra fu posata nel 1712, nel 1718 fu benedetto il pavimento e nel 1721 venne inaugurata la chiesa.
Sul territorio comunale vi sono numerose altre chiese:
Monastero della Visitazione, meglio conosciuto come monastero delle Salesiane. Situato ai margini del centro storico, compreso tra la Roggia Serio Grande e la chiesa di Santa Maria della Pace, venne fondato nel 1687 in seguito ad una donazione. La costruzione del monastero di clausura, in cui vennero incluse le vergini terziarie, venne iniziata nel 1710 su progetto di Giovan Battista Caniana, mentre la chiesa fu edificata sul finire del XVIII secolo. Quest’ultima ha una pianta a croce greca con tre altari ed è adornata dagli stucchi di Lorenzo Tacchi e dai dipinti in chiaroscuro di Paolo Vincenzo Bonomini e di Luigi Deleidi, ma anche dagli affreschi di Vincenzo Angelo Orelli.
Chiesa di Santa Maria Madre di Cristo, costruita nel XX secolo nella zona denominata Agri, per venire incontro allo sviluppo edilizio nella parte sud del paese, sia la chiesa del Santissimo Redentore, posta nella frazione di Brumano. Questa, collocata sopra un ripido pendio, nel 1640 venne elevata a parrocchiale del piccolo borgo, mentre in seguito fu aggregata prima a Burro, poi a Monte di Nese e, dal 1993, al capoluogo.
Chiesa parrocchiale di San Lorenzo, in Alzano Sopra, edificata in posizione dominante sull’abitato nel 1912, nella quale sono presenti opere di Enea Salmeggia e il polittico di Bartolomeo Viviani, prima custodite nella vecchia parrocchiale demolita nel 1939, * Chiesa di San Giuliano, in origine piccolo oratorio risalente al XIV-XV secolo che, sottoposto a numerosi restauri, presenta un ciclo di affreschi quattrocenteschi raffiguranti San Giuliano Ospitaliere
Santuario dell’Assunta di Grumasone o Madonna del Giglio, nella frazione di Nese
Chiesa della Santissima Trinità (in località Busa)
Chiesa parrocchiale di San Giorgio, risalente al XIV secolo ma completamente rifatta a metà del XIX secolo, custodisce importanti opere di Palma il Giovane, Carlo Ceresa, Gian Paolo Cavagna, Enea Salmeggia, Antonio Cifrondi e Giovanni Carobbio.
Chiesa di San Bernardo, nella frazione Burro, un tempo parrocchiale e poi dipendente dalla parrocchia di Nese.
Nella frazione di Monte di Nese, vi sono due chiese: la nuova parrocchiale, edificata sul finire del XIX secolo su progetto di Elia Fornoni intitolata alla natività di Maria e, poco discosto, il vecchio edificio di culto sconsacrato.
Chiesa parrocchiale di San Bartolomeo, presso la frazione di Olera, eretta verso la metà del XV secolo, nella quale si trova un grandioso [polittico, conosciuto come Polittico di Olera, opera di Cima da Conegliano.
Chiesa della Santissima Trinità, citata già in alcuni documenti del 1165 e situata nello stesso piazzale della parrocchiale.
Chiesa di San Rocco, poco discosta dall’abitato, della quale si hanno notizie a partire dal XVI secolo, ove sono racchiusi dipinti cinquecenteschi.
Il cuore di Alzano Maggiore si articola attorno ad alcuni assi viari principali, che hanno ricevuto maggiore definizione urbana e architettonica attorno al XVI-XVII secolo. Via Mazzini, in particolare, che conduce alla Basilica, e le vie verso monte, ora Locatelli, Salesiane e Fantoni, sono contraddistinte dalla sequenza di belle e grandi case dominicali e nobiliari; ad esse si alternavano le filande, molini e altre attività manifatturiere, oggi in gran parte scomparse.
Porteghèt, il vecchio palazzo della ragione
“Torrazzo”, torre difensiva del XIII secolo posta a fianco della roggia Serio Grande a margine della piazza di san Pietro, contrada nella quale svettano due bastioni un tempo utilizzati come ingresso al borgo.
Palazzo Pelliccioli del Portone, poi Villa Pesenti e quindi, dal 1957, sede comunale, sito in località “Cava”. Circondato da un parco, di origini antiche, fu oggetto di riforma nella seconda metà del XVII secolo da parte della famiglia dei Pelliccioli del Portone. Fu ceduto prima ai conti Zanchi e poi alla famiglia Pesenti, che lo ristrutturò mantenendo le caratteristiche secentesche all’interno delle sale, ma riformandolo e ampliandolo all’esterno. All’interno vi sono uno scalone principale, la sala consiliare, affrescata da Domenico Ghislandi e altri saloni con volte e soffitti finemente decorati, con numerosi Trompe-l’œil, restaurati dagli allievi della scuola d’Arte Fantoni di Bergamo.
Villa Camilla (conosciuta anche come Villa Augusto Pesenti, dal nome del primo proprietario) dimora storica alto borghese con parco, scuderie e “serre-salon” eseguita su progetto di Virginio Muzio nel 1895.
Palazzo dei Conti Locatelli alla Cava, edificio quattrocentesco
Palazzo della famiglia Agnelli de’ Vitali, edificio secentesco, con affreschi di Vincenzo Angelo Orelli
Palazzo Berlendis Muttoni Pelandi, posto nelle vicinanze del precedente e situato nella centrale via Mazzini, risale al XVII secolo e presenta ancora una sontuosa facciata con annesso cortile trapezoidale.
Castello, in località Belvedere, sulle pendici del colle Frontale, poco lontano dalla contrada di san Pietro. Questo, un tempo proprietà della famiglia De Clauso-Alzani, venne edificato in luogo di una piccola fortificazione e richiama gli aspetti tipici dell’architettura rustica medievale.
Villa Paglia si trova nella frazione di Nese, dietro Villa e Parco Montecchio. Originariamente di proprietà della famiglia Cantalupi, acquistata nel XVIII secolo dalla famiglia Bidasio, vi nacque l’ing. Pietro Paleocapa. Rimase residenza di “villeggiatura”, con orto e giardino, sino all’acquisto da parte dei Pesenti, ed in particolare di Daniele Pesenti, marito di Giuseppina Pigna, nipote dell’ing. Paolo Pigna. I Pesenti ristrutturarono la villa e il giardino, secondo il gusto dell’epoca. Il parco presenta un maestoso colonnato, una splendida fontana e un laghetto, oggi in disuso; ricco di conifere centenarie, pini marittimi e rare essenze resinose.
La proprietà assunse la denominazione “Villa Paglia” grazie all’unione delle famiglie Pesenti e Paglia. Dagli anni ’90 la Villa è di proprietà del Comune di Alzano; l’edificio è inagibile, mentre il parco è accessibile nel periodo primavera – estate.
Nella zona industriale, compresa tra il corso del fiume Serio e della roggia Morlana, si possono trovare importanti esempi di archeologia industriale del periodo compreso tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX, quali le “Officine Pesenti”, poi Cementificio Italcementi per la produzione del Portland naturale, e i padiglioni delle Cartiere Pigna.
Sottoposto a vincolo di tutela dal Ministero per i Beni Culturali, l’ex cementificio di Alzano Lombardo è oggi una testimonianza monumentale di archeologia industriale. Il complesso è quasi unico nel suo genere in quanto fu edificato con l’impiego quasi esclusivo delle stesse materie prodotte nel sito: cemento bianco, grigio, le tre varietà di Portland e cemento Grenoble a pronta presa. Nonostante versi in stato di abbandono da anni, risulta complessivamente in buone condizioni strutturali e si presta ad una riconversione che ne farebbe un interessante polo multifunzionale.principale arteficie di questa architettura particolare, che coniuga l’aspetto produttivo a quello della sperimentazione di volumi e spazi servendosi di conglomerati cementizi, è l’ingegnere Cesare Pesenti. Formatosi presso aziende di eccellenza dell’epoca quali la Krupp di Essen e la Theodor Bell di Kriens, ne acquisì la tensione verso l’innovazione e la tecnologia. Fu grazie alla sua regia che vennero costruiti i primi forni verticali da Portland, la progettazione dei macchinari in uso nello stabilimento e le tubine elettriche. La rimodulazione degli spazi di quella che era stata un ex cartiera in un cementificio non furono le uniche attività di progettazione architettonica.
Oltre alla fabbrica di Alzano, progettò i padiglioni a volta parabolica della ditta Luigi Magrini, (demolita nel 2000), le officine Pesenti di Zu, i reparti della cartiera Pigna, come pure manufatti di svariato tipo, chiatte per la navigazione, travi prefabbricate, pulegge industriali ecc. Gli spazi enormi e fuori scala del complesso dell’ex Cementificio di Alzano Lombardo sono modellati in modo rigoroso sulla necessità del processo produttivo, i vari aerei camminamenti collegano i forni in un percorso funzionale. Di notevole interesse la parte con voltine sorrette da pilastri ottagoni che creano un suggestivo pattern visivo. La scelta nel distribuire gli spazi non è sempre lineare, infatti i livelli sono sfalsati e gli spazi differiscono tra loro passando da ambienti ampi e regolari ad aree più ristrette e compattate. Vi sono inoltre molte rampe e ponti aerei di collegamento. Dei due corpi di fabbrica, quello più suggestivo è quello occidentale che richiama lo stile moresco bizantino.
Il principale parco cittadino è senza dubbio il Montecchio. Situato a nord del centro storico, tra la base del colle Frontale e la frazione Nese è dotato di un grande prato e di un anello in terra battuta (un tempo utilizzato come galoppatoio) lungo 1.1 chilometri, con annesso percorso vita e parco giochi, ai quali vanno aggiunti anche un bocciodromo e un tennis club, ma anche e soprattutto l’auditorium comunale e la biblioteca. Questi ultimi due sono collocati all’interno della villa neorinascimentale, costruita tra il 1897 e il 1900 su progetto di Virginio Muzio, a fianco della quale si trova il piccolo oratorio Pesenti, di proprietà privata. Per quanto riguarda l’ambito naturalistico e il tempo libero, è d’obbligo citare sia la Ciclovia delle Rogge, che costeggia il corso delle rogge Serio Grande e Morlana, sia la Ciclovia della Valle Seriana che transita lungo le rive del fiume Serio. Queste offrono la possibilità di effettuare passeggiate e pedalate nella natura, lontano da traffico ed inquinamento, permettendo la riscoperta e la valorizzazione di spazi un tempo abbandonati all’incuria. Queste stesse zone sono state recentemente interessate dall’istituzione di un PLIS denominato NaturalSerio che ha l’intenzione di preservare e valorizzare ulteriormente il territorio, rivalutando spazi un tempo abbandonati nell’incuria.

ALZANO

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