CHIUDUNO

Chiuduno [kjuˈduːno] (Ciüdü [ʧyˈdy] in dialetto bergamasco) è un comune di 5994 abitanti.
Le origini del paese risalgono all’epoca della dominazione gallica, databili attorno al V secolo a.C. A tale periodo risale il nome del paese, originariamente Claudun, in cui appare il suffisso –dun, utilizzato dalle popolazioni celtiche per indicare un luogo sito in prossimità di colli o monti.
La bonifica dei terreni determinò una capillare diffusione degli insediamenti abitativi, con culture prevalentemente cerealicole, e la realizzazione di un’importante rete viaria, comprendente la Via Francesca, usata anche per motivi militari. Su questa via, in prossimità dell’oratorio dei Santi Cosma e Damiano, fu ritrovata la celebre colonna miliare, considerata tra le epigrafi romane più importanti della Provincia di Bergamo.
I primi documenti in cui viene menzionato il nome del paese risalgono tuttavia all’anno 795, mentre nel 928 un atto riferisce di una cappelletta votiva dedicata a San Vito, di cui oggi non esiste più nulla. In epoca medievale il paese ebbe notevole sviluppo, grazie alla presenza della strada di origine romana che, ricostruita un po’ più a monte, collegava il capoluogo orobico con la vicina città di Brescia, intersecata da quella che proveniva dalla Franciacorta. Questa invidiabile posizione rese Chiuduno soggetto alle mire politiche di varie signorie, allorché venne decisa la costruzione di una fortezza per proteggere il paese.
Costruita sul colle che sovrasta il paese, inizialmente di proprietà vescovile, venne acquisita nel XIV secolo dalla famiglia Suardi, e caratterizzò la storia di Chiuduno al punto che su di essa vennero create storie e leggende riguardanti la sua impenetrabilità. In tempi più recenti, il paese passò alle cronache per avere fornito ben tre partecipanti alla spedizione dei mille, organizzata da Giuseppe Garibaldi nel 1860 per ottenere l’unità d’Italia. Di questi tre il più importante fu indubbiamente Giuseppe Tironi, passato alle cronache come il trombettiere ufficiale della spedizione stessa.
Nel XX secolo il paese si caratterizzò per una spiccata propensione sia verso il settore industriale, sviluppando industrie di bottoni, sia verso quello agricolo, grazie alle coltivazioni di viti che permettono la produzione di ottimo vino denominato Valcalepio, riconosciuto con l’etichetta D.O.C. In entrambi i campi i prodotti sono rinomati in tutto il mondo.
Ha dato i natali a Guido Gambarini, insigne musicista e docente.
È presente un’altra fortificazione, in località Cicola, al confine con il comune di Carobbio degli Angeli, con gli anni trasformata in un edificio rurale. Risalente al XVII secolo, di proprietà dei Suardi, possiede una caratteristica forma ad “U”.
Merita menzione anche la chiesa parrocchiale, dedicata a Santa Maria Assunta, che venne costruita nel 1743 sulle basi di un precedente edificio di culto risalente al XV secolo, ed al cui interno si possono trovare opere pittoriche di particolare pregio.
Poco distante si trova la vecchia parrocchia, da poco santuario, di San Michele posta sull’omonimo colle, inserita nel borgo medievale a cui apparteneva il castello, dove si trova un’interessante opera scultoria, una Pietà di Andrea Fantoni.
Ricordate i mitici anni ’80? A Chiuduno c’è El Charro.
Claudia Rota lascia il posto fisso in banca per un sogno di moda. «Cinture e fibbie dello storico brand, un nuovo progetto di valorizzazione».
Ha lasciato il lavoro sicuro da direttrice di banca e ha seguito il suo sogno che ai nostri giorni ha un sapore revival, che rimanda ai mitici anni Ottanta, quelli dei paninari, della compagnia davanti al Burghy, delle felpe della Best Company, gli accessori Naj Oleari e le mitiche cinture de El Charro.

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