CAPIZZONE

Capizzone [kapiˈʦːoːne] (Capissù [kapiˈsu] o Capizzù in dialetto bergamasco) è un comune di 1199 abitanti.
La valle Imagna, prevalentemente guelfa, era in netta contrapposizione con l’attigua valle Brembilla, schierata con i ghibellini per questo motivo in tutta la zona sorsero numerose fortificazioni, e Capizzone si dotò di alcune costruzioni a scopo difensivo tra cui la cella campanaria risalente al XII secolo, che in origine era una torre d’avvistamento.
Le cronache ci raccontano inoltre che la contrapposizione di Capizzone con il vicino borgo di Brembilla non era dovuta soltanto ai sopraccitati motivi, ma anche al predominio su un territorio posto alla sinistra orografica del torrente Imagna.
Lo stemma, progettato dallo Studio Araldico di Genova e approvato con delibera del Consiglio comunale del 18 giugno 1982, è stato concesso ufficialmente con Decreto del presidente della Repubblica il 25 febbraio 1983.
«D’argento al torrione d’azzurro quadrato, visto in prospettiva, merlato di tre alla guelfa, accantonato da quattro mele di rosso, gambute e fogliate di verde, alternate con quattro ricci di castagno, di verde gambuti e fogliati.»
Nel centro storico fa bella mostra di sé la torre campanaria che, risalente al XII secolo, era prima preposta a scopi difensivi e poi inglobata nel complesso della chiesa parrocchiale.
Poco distante si trova la nuova chiesa parrocchiale di San Lorenzo. Il corpo principale dell’edificio presenta un’unica navata a pianta rettangolare con l’aggiunta, in un secondo momento, della facciata in stile neogotico. All’interno sono conservate opere pittoriche eseguite da artisti locali.
Molto interessante è inoltre la chiesa di Santa Maria Elisabetta, posta in un punto molto panoramico nella località Mortesina. Risalente al XII secolo e recentemente ristrutturata, venne utilizzata, nel XVII secolo, per seppellire i morti a seguito della violenta ondata di peste di manzoniana memoria.
Non è raro che aziende ed imprese sfruttino l’incredibile “talento” delle api installando alveari nelle proprie sedi di lavoro, nell’ambito di programmi di monitoraggio dell’aria.
È proprio questo il concetto che sta alla base del nuovo progetto di bio-monitoraggio dell’ambiente in Valle Imagna, promosso dal Comune di Capizzone in collaborazione con l’Associazione Produttori Apistici della Provincia Bergamo e con il contributo della Comunità Montana Valle Imagna, che ha visto coinvolte due aziende agricole del territorio: L’Ape Loca di Berbenno e Bianca Ape di Capizzone, scelte perché alla stessa quota altimetrica seppur in due Comuni differenti.
Capizzone non è nuova ad iniziative che coinvolgono questi piccoli insetti impollinatori. Nel 2019 è entrata a far parte dei 25 comuni selezionati a livello internazionale per partecipare al progetto “BeeAware” realizzato dalla Rete di Comuni Alleanza nelle Alpi in collaborazione con CIPRA e l’associazione ‘Città Alpina dell’anno’ con l’obiettivo di proteggere e tutelare le api. Nell’ambito di questa iniziativa l’Amministrazione comunale ha organizzato una serie di progetti, fra cui la “Festa del miele” ed il “Bee Hotel”, una sorta di nido artificiale dedicato ad ospitare le api selvatiche.
Il “Bee Hotel” è una struttura adibita a riparo, una sorta di nido artificiale dedicato ad ospitare le api selvatiche, ovvero quelle che non vivono in famiglie come le api millifere, ma vivono solitarie oppure in piccoli gruppi. La costruzione della nuova casetta è stata affidata all’Associazione Produttori Apistici della Provincia di Bergamo e fa parte di “BeeAware!”, un progetto internazionale di cui fa parte anche Capizzone.
Ultimamente la Valle Imagna sportiva sta regalando grandissime soddisfazioni in campo locale, nazionale e internazionale. Francesca Pellegrini, 13enne di Capizzone, ciclista della società Valcar-PBM di Bottanuco, si è aggiudicata il titolo di campionessa italiana delle Donne Esordienti 1° anno ai Campionati Italiani Giovanili su strada Terme di Comano 2017, in Trentino Alto Adige.

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