BONATE SOPRA

Bonate Sopra [boˈnaːte ˈsoːpɾa] (Bunàt Sura [buˈnat ˈsuɾa , bunaˈsːuɾa] in dialetto bergamasco) è un comune di 10073 abitanti.
Con il termine dell’Impero romano, Bonate fu soggetto alle incursioni barbariche, che portarono anni di saccheggi e terrore tra la popolazione.
Nel VI secolo la situazione politica si stabilizzò grazie all’arrivo dei Longobardi, la cui presenza è testimoniata da alcuni ritrovamenti, tra i quali alcuni resti di un insediamento.
Successivamente sul territorio irruppero i Franchi, i quali istituirono il Sacro Romano Impero e diedero vita al feudalesimo. Ed è a questo periodo, precisamente nel 745, che risalgono i primi documenti scritti che attestano l’esistenza del paese, suddiviso in inferiore e superiore.
I terreni vennero inizialmente dati in gestione al vescovo di Bergamo e posti sotto la tutela della Pieve di Terno, ma dopo pochi decenni ebbe inizio un periodo di profonda instabilità, causata dalle numerose battaglie tra guelfi e ghibellini.
La situazione politica si stabilizzò nel 1428 con l’annessione di Bonate alla Repubblica di Venezia, che infeudò parte dei terreni del paese alla famiglia del condottiero Bartolomeo Colleoni. La Serenissima inoltre cercò di migliorare la condizione sociale ed economica della popolazione, fino ad allora messa a dura prova dalle lotte, da carestie e dalle pestilenze, tanto che l’isola venne definita “il triangolo della fame”.
In tal senso molto chiara è la descrizione in un documento del tempo:
«Qui non vi sono trafichi né mercantie, le persone sono povere lavoradori da terre et bracenti, quali non raccogliono a pena grani per il loro vivere; et questi non hanno alcun privileggio ma sottoposti a tutte le gravezze et a datii…»
Ai veneziani subentrò nel 1797 la Repubblica Cisalpina, subito sostituita nel 1815 però dagli austriaci, che la inserirono nel Regno Lombardo-Veneto.
Con l’unità d’Italia, avvenuta nel 1859, avvenne un primo processo di industrializzazione, che esplose definitivamente nella seconda metà del XX secolo e permise un notevole miglioramento delle condizioni di vita degli abitanti.
Nel paese ricopre grande importanza la chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta, di cui si hanno notizie già nel
IX secolo
La prima citazione di una chiesa a Bonate Sopra dedicata alla Madonna risale al 919 ed è da ricercarsi in un placito di Berengario I.
La chiesa fu nuovamente menzionata nel 1304. Dalla relazione della visita pastorale dell’autunno 1575 dell’arcivescovo di Milano san Carlo Borromeo s’apprende che la chiesa di Bonate Sopra era compresa nella vicaria di Terno d’Isola e che i parrocchiani erano 440, scesi a 430 nel 1659 e saliti a 490 nel 1666 e a 906 nel 1750.
L’edificio subì un rifacimento verso la fine del Cinquecento. In un documento del 1734 la chiesa è annoverata tra quelle appartenenti alla vicaria di Chignolo d’Isola. La nuova parrocchiale venne costruita nel XVIII secolo e consacrata nel 1781 dal vescovo di Bergamo Giovanni Paolo Dolfin. Nel 1933 la chiesa fu ampliata e, l’anno successivo, l’altare maggiore venne consacrato dal vescovo Adriano Bernareggi. Tra il 1949 ed il 1950 il campanile fu innalzato e, tra il 1959 ed il 1960 venne ristrutturato l’esterno della parrocchiale. Nel 1963 la volta della cupola centrale fu dipinta dal pittore Emilio Nembrini e l’affresco rappresenta l’assunzione di Maria al cielo.
Significativa anche la Rocca Ottocentesca.Lungo le vie del centro storico è possibile ammirare edifici con murature in ciottoli di fiume a spina pesce e rinforzi in blocchi di arenaria.
Sono presenti ancora numerosi cortili la cui struttura ricorda quella originaria per la custodia degli stami o degli attrezzi agricoli o del torchio dell’uva; l’aia per la battitura del grano e ampi spazi per la lavorazione e la conservazione del vino.
Di particolare interesse storico: casaforte Prezzati Sec XIV (con feritoie e portale in pietra di Mapello), palazzo Maggioni Sec. XVII (ex convento barocco), casa Proserpi Sec. XVIII, villa Gambetto, palazzo Piazzoni (ora sede del Comune).
Nella chiesina di Santa Maria Annunziata è stata ritrovata l’opera “Madonna in trono con Bambino e Santi”, attribuita a Cristoforo Roncalli detto il Pomarancio.
Da segnalare l’Oratorio della Madonna delle Ghiaie, costruito in seguito alle apparizioni mariane che avrebbe avuto la bambina Adelaide Roncalli nel 1944, e tuttora meta di pellegrinaggio e oggetto di devozione popolare. La chiesa parrocchiale delle Ghiaie di Bonate è la chiesa della Sacra Famiglia.
Fa parte del comune anche la contrada Cabanetti con i suoi 216 residenti è un fazzoletto di terra, ma è il luogo dei paradossi. Una distesa di campi con un agglomerato di case diviso su tre Comuni – Terno d’Isola, Mapello e Bonate Sopra – che sembra fuori dal mondo, «regno» di tutti e di nessuno, dove fino a poco tempo fa una via aveva persino due denominazioni, una per un senso, una per l’altro.
Il paesaggio è caratterizzato da un’ampia zona a morfologia pianeggiante formatasi durante l’ultima glaciazione wurmiana, ad opera delle acque di fusione delle lingue glaciali che deponevano abbondanti quantità di materiale sulle zone circostanti. La totalità del territorio comunale appartiene al bacino idrografico del fiume Brembo, il cui alveo però non rientra più nei confini del paese dal 1855 (in seguito a una variazione del suo percorso).
Sul territorio scorrono i torrenti Lesina e Dordo. Il primo, a est dell’abitato, ha un alveo mediamente inciso; il secondo scorre a ovest e il suo alveo è poco inciso e meandriforme.
L’area risulta appartenere alla zona fitoclimatica del Castanetum; qui il castagno ha avuto la massima diffusione ad opera dell’uomo, a scapito delle formazioni forestali originarie: querce, aceri, frassini, carpini, olmi e noccioli.
Dal 1971 la Porfidi dell’isola di Bonate Sopra posa e lavora le pietre naturali. 50anni di lavori di pavimentazione pubblica e finiture civili con pietre naturali. Tutto iniziò a gennaio del 1971 con Lorenzo Previtali che con la Previtali snc, per primo cominciò ad occuparsi della rivendita e della posa di materiale naturale ed annessi. Un primo magazzino in centro al paese, troppo piccolo per il volume di vendite dell’epoca. E’ stato necessario trasferirsi, con poche pretese, nell’area dell’attuale sede: un ufficio mobile, due mezzi che ritirano e trasportano i materiali dalle cave al magazzino, tanto materiale e clienti sempre presenti. Così sono state gettate le basi di una nuova era.
Nel 1994 la trasformazione della Previtali snc in Porfidi dell’Isola srl, con l’entrata in azienda del figlio Andrea Previtali. Dopo la gavetta fatta in cantiere da manovale al fianco dei maestri posatori del padre, comincia a prendere le redini dell’impresa per guidarla verso una nuova rotta. Il mercato è cambiato radicalmente dal 1971 ed è necessario innovarsi e adeguarsi al nuovo mondo lavorativo, per questo si indirizza sui lavori pubblici, senza mai abbandonare i clienti privati che da sempre vedono nella famiglia Previtali un riferimento per le pavimentazioni lapidee.

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