CARAVAGGIO

Caravaggio [kaɾaˈvaʤːo] (Careàs [kaɾɛˈas] in dialetto bergamasco è un comune di 16170. Il territorio comunale comprende anche due frazioni, Masano e Vidalengo, oltre a nuclei rurali minori. Dal 22 dicembre 1954 Caravaggio si fregia, per decreto dell’allora Presidente della Repubblica Italiana Luigi Einaudi, del titolo di città.
Da Caravagium, nome romano di Caravaggio [senza fonte], passava la via Mediolanum-Brixia, che collegava Mediolanum (Milano) con Brixia (Brescia) passando anche da Cassianum (Cassano d’Adda).
Nel 1186 il Barbarossa assegnò quasi tutta la Gera d’Adda, Caravaggio compresa, alla communitas mediolanensis, dando inizio a una lunga stagione di guerre ed occupazioni fra Milanesi e Veneziani che avrebbero interessato l’intera regione sino al Risorgimento.
Nel 1335 Caravaggio venne occupata da Azzone Visconti, che aveva vinto a Vaprio l’esercito della Santa Sede; con lui iniziò il dominio della dinastia viscontea. Nel 1427/1437 la città venne occupata dalle truppe venete comandate da Francesco Sforza, che, passato alla Repubblica Ambrosiana, la rioccupò per conto dei milanesi sconfiggendo le truppe di Bartolomeo Colleoni nel 1448.
Assunta la Signoria di Milano, lo Sforza venne a patti con Venezia e le cedette una nuova volta l’intera Gera d’Adda, che tuttavia tornò sotto Milano nel 1452.
Nel 1524 Caravaggio fu interessata da un saccheggio ad opera di Giovanni delle Bande Nere; ancora, nel 1629 la città subì la discesa dei Lanzichenecchi, che al saccheggio aggiunsero la peste. La popolazione si ridusse di un terzo: si stima che oltre 3600 caravaggini morirono per la malattia. Nel 1529 il duca di Milano, Francesco II Sforza, nominò marchese di Caravaggio il fratello Giampaolo. Nel 1796, la Gera d’Adda fu occupata dalle truppe di Napoleone Bonaparte; dopo la sua caduta, ad ogni modo, l’Austria rioccupò la Lombardia.
Caravaggio è nota per il Santuario che è un monumentale edificio di culto situato circa 2 km a sud-ovest del centro cittadino, e dedicato al culto di Santa Maria del Fonte, che, secondo la tradizione, apparve in tale località il 26 maggio 1432, di fronte alla giovane contadina Giannetta de’ Vacchi.
Chiesa dei Santi Fermo e Rustico: è l’edificio di culto principale del borgo, in stile gotico-lombardo, edificata nel XIII secolo, probabilmente su un edificio sacro preesistente. La facciata è caratterizzata da un portale centrale in marmo, sovrastato da un grande rosone a dieci raggi. La chiesa è affiancata da un campanile alto 76 metri, edificato nel 1500 per volere del governatore Giovanni Dandolo.

Chiesa di San Giovanni: adiacente all’Ex Ospedale Monastero dei Cistercensi nella centrale via Roma, la chiesa di San Giovanni è sconsacrata ma presenta notevoli pregi architettonici conservati abilmente dai frati Cistercensi durante i lavori di ristrutturazione eseguiti nel 1600. La chiesa presenta una piazzetta cinta da un cancello dalla quale è possibile apprezzare la bellezza della facciata nonostante la sua altezza rispetto alla larghezza della piazza stessa. L’interno grazie alle lesene con capitello composito e alla complessa trabeazione col fregio a rilievo plasticato, che scorre sopra le stesse mostra una pregevole opera architettonica che esplica solennità ma anche raccoglimento. Il presbiterio è piuttosto breve, il coro semiottagonale, e l’altare in stile barocco è tutto di marmi intarsiati, degno di nota è un paliotto di scagliola con raffigurata l’apparizione della Vergine donato alla chiesa nell’anno 1710. L’edificio, ora di proprietà dell’Amministrazione Comunale è destinato ad ospitare, nel prossimo futuro, il Centro Studi su Michelangelo Merisi detto il Caravaggio che vedrà mostre a tema, la storia del Pittore, aule didattiche e un centro congressi.
Caravaggio è il luogo di devozione per antonomasia e molte sono le chiese sparse sul suo territorio.
Chiesa della Sacra Famiglia: sorge sulla via San Francesco al disotto di quello che è stato per anni il Nuovo Orfanotrofio Maschile retto da Don Pierino Crispiatico.
Chiesa di San Bartolomeo: sulla strada che dal viale del santuario porta attraverso i campi alla strada provinciale rivoltana, si trova questo tempietto dedicato a San Bartolomeo e datato 1624.
Chiesa di San Giuseppe: sorge nel complesso agreste denominato “Montizzolo” ed è dedicata a San Giuseppe, seppur negli anni vi venne anche venerata Santa Eurosia.
Chiesa di Santa Elisabetta: risalente al XVII secolo, è un edificio di culto minore situato nel centro storico, a poche decine di metri dalla chiesa parrocchiale; vi sono annessi un campanile coevo ed un edificio che fu sede del monastero delle Agostiniane, la cui presenza in città è testimoniata a partire dal 1480
Chiesa di Santa Liberata: è un piccolo edificio di culto dalla caratteristica pianta esagonale, situato a poca distanza dal centro storico cittadino, nel rione Seriola, appena fuori porta
Chiesa e cimitero di Sant’Eusebio: il cimitero cittadino, intitolato a sant’Eusebio, sorge ad est del centro abitato, in direzione della frazione di Masano e del vicino comune di Bariano.
Chiesa di San Giovanni Apostolo: Parrocchiale di Vidalengo
Chiesa di San Pietro: Chiesa sussidiaria della Zona Nord
Chiesa di San Vitale: Parrocchiale di Masano
Chiesa di Santa Maria Bambina: all’interno del convento delle Suore di Maria Bambina
Monastero di San Bernardino: il complesso monastico di San Bernardino da Siena comprende la chiesa di San Bernardino e il monastero di santa Maria degli Angeli.
In questo luogo si trovano alcune opere del grande pittore Fermo Stella da Caravaggio ed un bellissimo romanzo che vi consiglio a tema è:
Il Testimone del mio amico Marco Carminati
Storia epica di arte, battaglie d’armi e d’amore.
L’Ospedale Vecchio, il Monastero Cistercense, fu sede fino al 1971 dell’ospedale. È questo un corpo di fabbrica che fu annesso alla fine del Seicento al nucleo vero e proprio del Monastero di San Giovanni Battista affacciato su Via Roma, appartenuto prima all’Ordine degli Umiliati e dedicato ai Santi Pietro e Paolo; poi, soppresso l’Ordine nel 1582 da Papa Gregorio XIII, chiesa e monastero vennero assegnati ai Cistercensi che vi si insediarono nel 1603 e nel ventennio successivo ristrutturarono il complesso nel modo in cui è ora visibile.
Il Palazzo Gallavresi (o Palazzo della Marchesa) è uno degli edifici più antichi della città; si tratta di un edificio pubblico risalente con ogni probabilità alla seconda metà del XIII secolo, situato all’interno del centro storico. Dal 1947 è sede dell’amministrazione comunale, venne profondamente ristrutturato nel 1981.
Villa Clelia, sul lato destro della Circ. XXV Aprile, cinta da un muro, si apre all’interno dell’omonimo parco la residenza privata. Qui nacque nel 1869 Amilcare Bietti oculista di fama internazionale e autore di un trattato di oftalmologia ritenuto un testo fondamentale per la medicina. Morto nel 1930 ebbe un figlio, Giovanni Battista che ne seguì le orme con successo fino a diventare Direttore della Clinica Oculistica dell’Università di Roma nel 1955.
Villa Rocchi, affacciata sulla Circonvallazione XXV Aprile e protetta da un fossato, è appartenuta alla Famiglia Rocchi molto in vista in città.
Trent’anni fa prestai servizio come portalettere in quel di Caravaggio e conservo molti bei ricordi da questo paese. Il silenzio affascinante che mi accompagnava ogni mattina, dopo aver consegnato la posta nelle vie centrali ed imboccato il Viale del Santuario in bicicletta me la ricordo ancora, un aria umida e pia che entra nella pelle e dona pace. Percorso con la neve di gennaio e con i profumi di aprile tutto il viale è davvero ameno. L’atmosfera medioevale una volta entrata nel cancello del Santuario per la consegna delle lettere alla cancelleria o ai vari sacerdoti che vi risiedono è incantevole. Poi rientravo in posta, mollavo la bicicletta ed in auto mi dirigevo verso le cascine in aperta campagna. Un territorio agreste che in questa stagione dà il meglio di sé.
Finito il servizio di portalettere lavorai come operaia per la stagione estiva ed autunnale presso la Dolciumi F.lli Quaranta, tra lecca-lecca, croccanti, torroni e pralinate. L’area industriale di Caravaggio conta, e contava soprattutto allora, su una realtà efficiente e altamente produttiva.
Caravaggio è uno di quei posti in cui molti Tour Operator portano i loro turisti, ma, credo, che nessuno di essi vi abbia mai saputo rendere l’onore che merita, perché oltre al Santuario e forse un paio di altre chiese, a questi pellegrini sarebbe bello fargli inforcare una bicicletta e farli scorrazzare nei vicoli interni per scoprire l’aria di tradizione agricola e cattolica di cui il paese è pervaso. E poi una sgambata in campagna a visitare i tanti fontanili di cui è ricco il territorio. I ristoranti e le trattorie, poi sono numerosi in questo paese e questo consentirebbe a molti di fermarsi a lungo per fare un tuffo nella storia della catechesi bergamasca e nella storia delle storie che si sono avvicendate nei secoli.
In ogni caso il 26 maggio ricorre l’anniversario dell’Apparizione della Madonna della Fonte.

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