ARCENE

Arcene [ˈarʧene] (Àrsen [ˈaɾsɛn] in dialetto bergamasco) è un comune di 4756 abitanti.
Recenti studi hanno appurato che i primi abitanti della zona furono alcune tribù dei Liguri, alle quali succedettero gli Etruschi prima, e i Galli Cenomani poi. Ma fu con la dominazione romana che il paese assunse una fisionomia ben definita: conosciuto come castrum de Arcene aveva sul proprio territorio un accampamento militare stabile che sfruttava la posizione strategica del borgo.
La successiva dominazione longobarda garantì una nuova tranquillità e prosperità, che continuò anche con l’avvento dei Franchi e il Sacro Romano Impero. A questo periodo risale la prima documentazione scritta che attesta l’esistenza di Arcene: nel 753 si menziona una donazione a un monastero emiliano riguardante il borgo di Artinne.
I secoli del Medioevo videro Arcene al centro di dispute fratricide tra guelfi e ghibellini, con scontri spesso dai tragici esiti. In questi anni si alternarono alla guida del paese le famiglie dei Da Mozzo e i Dalla Bretta, che vennero esautorati nel periodo comunale dalla città di Bergamo, che delegò il potere ai Capitani di Arcene. Dopo un ulteriore passaggio, questa volta ai Visconti di Milano, l’intera zona passò, nel 1428, alla Repubblica di Venezia.
La Serenissima compi numerosi interventi volti al miglioramento delle condizioni sociali e lavorative, dissodando terreni e costruendo canali per l’irrigazione. Tra questi vi era il fosso bergamasco, utilizzato soprattutto per stabilire in modo definitivo i confini territoriali dello Stato da terra di Venezia con il Ducato di Milano. Questo lambiva anche il territorio di Arcene, delimitandolo a sud-ovest.
Da allora il paese ha mantenuto una forte connotazione e tradizione rurale, con l’agricoltura e l’allevamento del baco da seta attività predominanti. Tuttavia in questi anni il paese, posto nelle vicinanze del confine con i territori di Milano, dovette subire scorrerie dei vicini, intenzionati a riprendersi questi territori.
Un po’ di tranquillità si ebbe con l’avvento della dominazione austriaca a cui subentrò, nel 1859, il Regno d’Italia. Nel corso del XX secolo il paese ha visto un notevole incremento demografico, e un sostanziale cambiamento della vita lavorativa: all’agricoltura subentrarono prepotentemente l’industria e il terziario, relegando il lavoro nei campi a parte minoritaria.
Due sono le Architetture religiose
La chiesa parrocchiale di San Michele, costruita dall’architetto Luca Lucchini di Certenago nel 1781 in luogo di un precedente edificio di culto, conserva affreschi ed opere di pregio.
Santuario della Madonna delle Lacrime, in stile neogotico, edificato nel XIX secolo per ricordare la lacrimazione di un dipinto della Madonna posto su una casa, avvenuta il 5 aprile 1864.
Dall’anno 1994 opera sul territorio l’associazione Corpo Musicale Franco Poloni[9], che si esibisce tradizionalmente la sera del 2 giugno, festa della Repubblica, il 5 Aprile in occasione della festa della Madonnina delle Lacrime di Arcene e in apertura delle feste natalizie. Dal 2007 in concomitanza con l’inizio dell’estate, viene organizzato ad Arcene, presso il parco delle bandiere, l’Arcene Rockin’ park, festa musicale dove band emergenti e band già affermate fanno spettacolo per un intero fine settimana.
Da qualche anno Arcene ospita la Residenza Teatrale. Importante opportunità per chi studia e lavora con il teatro per sperimentare idee e progetti nuovi.
Qui e Ora Residenza Teatrale nasce nel 2008 con il progetto Être – Esperienze Teatrali di Residenza. È costituita da artisti provenienti da esperienze diverse ma accomunati da una stessa visione poetica. Qui e Ora opera in ambito nazionale e internazionale con produzione di spettacoli, organizzazione di rassegne, curatela di laboratori e inchieste teatrali. Dal 2012 sul territorio della Bergamasca Qui e Ora sta realizzando Coltivare Cultura, un progetto che porta i cittadini – attraverso laboratori, inchieste, rassegne teatrali – al centro della sperimentazione artistica. Nel 2015 Qui e Ora ha inaugurato Il Granaio, luogo di rilevanza storico-culturale per il territorio, posizionato in una corte del ‘500 nel cuore di Arcene, che ospita il lavoro delle residenze creative.
ln linea con la poetica e la mission della compagnia, il progetto di residenza di Qui e Ora si caratterizza per l’attenzione alla multidisciplinarietà, alla contaminazione dei linguaggi e al contatto con il territorio e i cittadini. Il progetto vede quindi l’attraversamento del territorio da parte di alcune compagini artistiche e una serie di azioni legate alla formazione ed educazione del pubblico.

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