CURNO

Curno [ˈkurno] (Cüren [ˈkyɾɛn] in dialetto bergamasco) è un comune di 7339 abitanti.
Le origini del paese risalgono ad epoche molto lontane: si presume infatti che le prime presenze umane siano riconducibili all’età del bronzo, teoria suffragata dal ritrovamento di abitazioni palafitticole in prossimità delle rive del fiume Brembo.
Tuttavia soltanto nell’epoca romana queste assunsero le caratteristiche di un insediamento stabile, quando sul territorio si sviluppò un notevole accampamento, come si evince da altri importanti ritrovamenti riguardanti sepolture ed utensili risalenti al periodo augusteo.
Pare probabile che l’origine etimologica del nome risalga a quest’epoca: la voce latina Cornus starebbe infatti ad indicare un piccolo arbusto con bacche denominato appunto corniolo, allora molto presente. Vi è anche un’altra teoria, che vedrebbe il toponimo avere un’origine preromana, legata alla popolazione dei Liguri.
La vicinanza al capoluogo favorì ulteriormente lo sviluppo del borgo, che passò attraverso la dominazione dei Longobardi prima, e dei Franchi poi. Con questi ultimi si verificò lo sviluppo del feudalesimo, inserito nel contesto del Sacro Romano Impero. Come primo feudatario fu investito Garibaldo, vescovo della diocesi di Bergamo, come riportato nel primo documento in cui è scritto il nome di Curno risalente all’anno 857: la concessione venne confermata anche nei decenni seguenti e ribadita in atti del X secolo.
Si era in piena epoca medievale, e le dispute per il controllo del territorio erano all’ordine del giorno. Le fazioni guelfe e ghibelline funestavano difatti l’intera provincia con scontri e battaglie volte all’ottenimento della supremazia sugli avversari: anche Curno si ritrovò coinvolto in queste diatribe, tanto di dotarsi di numerose fortificazioni, tra cui anche due castelli, il più importante dei quali era sito distante dal centro abitato, in località Marigolda. Gli eventi videro alternarsi numerosi feudatari, tra i quali si distinse la famiglia De Longhi, citata in alcuni documenti risalenti alla prima metà del XIV secolo.
Il periodo feudale terminò con l’arrivo della Repubblica di Venezia, avvenuto nella prima metà del XV secolo, la quale attuò una politica lungimirante in ambito sociale ed economico, tanto da acquietare gli animi della popolazione.
La Serenissima donò poi parecchi terreni al condottiero Bartolomeo Colleoni, che tanti meriti ebbe nella difesa dei territori. Questo compì una serie di interventi volti al miglioramento della condizione agricola, tra i quali la costruzione di un canale irriguo, denominato Roggia Curna e tuttora esistente, per favorire l’agricoltura e sedare le controversie nate tra alcuni proprietari terrieri.
La dominazione veneta durò fino al 1797 quando vi subentrò la Repubblica Cisalpina, favorita dai moti rivoluzionari francesi. Questa ebbe vita breve dal momento che nel 1815 venne instaurato il Regno Lombardo-Veneto, inserito nell’impero austriaco. L’ultimo passaggio avvenne nel 1859 quando Curno, al pari di tutta la provincia, venne inserito nel neonato Regno d’Italia.
Tra il 1927 e il 1947 il comune di Curno ed il vicino comune di Mozzo furono uniti nel comune di Curdomo, il cui nome deriva dalle iniziali di Curno, Dorotina e Mozzo.
In tempi recenti, a partire dalla seconda metà del XX secolo, il comune ha subito profonde trasformazioni, perdendo la connotazione agricola e rurale che lo aveva caratterizzato nel corso dei secoli, lasciando sempre più spazio ad attività industriali e commerciali che ne hanno profondamente snaturato il territorio.
Sul territorio comunale si possono trovare alcuni edifici dall’alto valore storico risalenti al periodo medievale: in primo luogo il castello della Marigolda, edificato nel corso del XIV secolo e situato nell’omonima località posta sul confine con Mozzo, ora utilizzato per ricevimenti e cerimonie private e quello della carlinga, inserito più tardi in una costruzione civile. Inoltre fa bella mostra di sé una torre coeva, attorno alla quale fino a qualche decennio fa si sviluppava a raggiera il centro abitato.
Rimanendo in ambito storico, molto importante è la necropoli romana risalente al I secolo, casualmente scoperta in tempi recenti da alcuni ragazzi in località Case basse, nonché il ripostiglio di oggetti gallico-romani sito a campo Broletto.
Interessante è anche Cà Dorotina dotata di un portico con loggiato, resa celebre dal compositore Gaetano Donizetti, che amava recarvisi per trascorrere i suoi momenti di tranquillità.
Infine merita menzione la chiesa parrocchiale che, dedicata a Santa Maria Assunta, possiede un nucleo originale risalente al XIII secolo, anche se fu quasi completamente rifatta quattro secoli più tardi.
Sabato 9 ottobre 2021 alle ore 11 sarà inaugurata la passerella ciclo pedonale che congiunge Curno con Treviolo.
L’opera realizzata dalla Provincia di Bergamo in collaborazione con le Amministrazioni Comunali di Curno e Treviolo è un passo significativo per la sicurezza di chi desidera muoversi a piedi o in bicicletta da un paese all’altro.
All’inaugurazione saranno presenti il Presidente della Provincia di Bergamo, Gianfranco Gafforelli, il Sindaco di Curno Luisa Gamba ed il Sindaco di Treviolo Pasquale Gandolfi.
Associazioni e cittadinanza sono invitati a partecipare a questo momento significativo.
Ore 11 – Curno – Via Carlinga all’altezza del n. 37 (approdo passerella verso Treviolo)
Un punto di riferimento del panorama della pizza su tutta la provincia di Bergamo: Al Galletto d’oro è la storica insegna aperta nel 1988, oggi si trova oggi in via Fermi 56 a Curno, al primo piano del centro Zebra. Una scuola di famiglia, nata con lo zio Luigi Iorio Esposito, campione italiano ed europeo nonché pluripremiato maestro pizzaiolo napoletano, che ha tramandato l’arte e la passione al nipote Sergio Nazzaro, attuale titolare e pizzaiolo.
La seconda generazione della proprietà ha scelto di proseguire sulle orme del fondatore, con una proposta che rispecchia la tradizione partenopea. L’impasto preparato con farine pregiate e una piccola quantità di lievito di birra, viene messo a lievitare per almeno 48 ore. La pizza del Galletto d’oro di è morbida, leggera, altamente digeribile. Tra i topping troviamo ingredienti di qualità eccelsa, alcuni selezionati localmente, mentre altri che provengono direttamente dalla Campania.
È il caso ad esempio della mozzarella di bufala DOP, che arriva freschissima “da giù” almeno quattro volte a settimana. Il delicato formaggio filante è uno degli ingredienti fondamentali della pizza Troisi, dedicata al grande attore napoletano e farcita con polpa di pomodoro, scamorza affumicata, pomodoro ciliegino, olio EVO, grana padano e basilico.
Altra pizza di grande successo è la Bergamasca, preparata con polenta morbida, Taleggio DOP, cotechino e funghi porcini. Una pizza che ha meritato diversi riconoscimenti a livello europeo, oltre che una dedica alla città che ha visto nascere e crescere l’attività di famiglia.
In carta troviamo anche due pizze dedicate al maestro Gaetano Donizetti, bergamasco di nascita e napoletano d’adozione: Elisir D’Amore e Lucia di Lammermoor. Il menù comprende circa 50 diverse proposte e si estende da nord a sud, come un sottile filo immaginario che lega Bergamo e Napoli.
Una vasta scelta di dessert tradizionali, preparati rigorosamente in casa, come il babà, il tiramisù, il cannolo, la cassata e molto altro, completano il viaggio di degustazione. Non poteva mancare una accurata selezione beverage con birre alla spina, vini d’etichetta e una carta di birre artigianali dal mondo.
Al Galletto d’oro di Curno è aperto tutte le sere dalle 19 alle 23, per pranzo solamente dal lunedì al venerdì dalle 12 alle 14. Per prenotazioni, 035 615141. Per tutte le novità, seguite @algallettodorodicurno su Facebook e Instagram.
Articolo trovato su Eppen.

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