NOIR BERGAMASCO

“In quanto scrittori, quello che facciamo è ricordare. E ricordare questo mondo significa crearlo”.

Toni Morrison

INVITO ALLA LETTURA

A ipotizzare la complessa rete di connessioni tra i misteriosi decessi avvenuti durante i lavori accademici sull’arte macabra di Giacomo Brusca, detto Borlone, è il professore Jakub Silek, dell’Università di Tel Aviv, che insieme ad altri accademici, conventi da più parti del mondo nel Palazzo Fogaccia di Clusone, tenta di rivendicare la supremazia del pittore bergamasco. Palazzo Fogaccia ospita “la Trilogia della Morte” commissionata dalla potente Confraternita deo Disciplini, opera con cui il pittore geniale stravolge il rapporto dell’uomo con la morte.

 

Sessantesima opera di Marco Carminati, operosissimo studioso e promotore del territorio bergamasco. Territorio che si fa “trait d’union” tra tutti i libri da lui scritti.

 

MIA RECENSIONE

Uno dei più colti, prezioso estimatore e narratore dei nostri luoghi, che come me crede nella promozione del territorio attraverso i libri e la cultura. Ecco Marco Carminati con il suo penultimo lavoro ambientato a Clusone, un noir che ricorda molto ‘Il nome della rosa’ per la costruzione dell’enigma e il filo rosso che lega gli omicidi avvenuti intorno alla ‘Trilogia della morte’ del Borlone, ma che si concentra sulla descrizione delle pitture della danza macabra e sull’analisi del nostro rapporto con la morte. In questi mesi la morte ci ha ricordato prepotentemente che fa parte della nostra vita e che ne è padrona, ma una padrona che si fa compagna di vita perché ci invita a fiorire ogni giorno. Con la sua messa in scena Giacomo Busca, autore delle meravigliose pitture di Palazzo Fogaccia, ci invita a guardare in faccia alla morte e a non averne paura. Così Marco Carminati, con il suo coltissimo racconto, fatto di citazioni bibliche, ci fa lo stesso invito: la morte è sempre la nostra meta, ma la nostra esistenza deve essere concentrata sul percorso anziché sull’arrivo. Ci invita a godere del viaggio della vita, senza paura della morte, che pure è li che ci aspetta. Ma appunto, viviamo nella bellezza e nel bene e lasciamola aspettare più a lungo possibile! In questo volume il teatro di scena del racconto è Clusone, ma i 60 libri di Marco sono tutti ambientati nella nostra meravigliosa provincia, giocano coi nostri personaggi storici, danzano nei nostri palazzi d’epoca, viaggiano attraverso le opere d’arte di questa nostra provincia ricca di paesaggi incantati.
L’orgoglio bergamasco che in questi mesi è rinato e ha avuto eco in tutto il mondo, è un orgoglio che spero ne esca più forte di prima.
La nostra più grande azienda e fonte di ricchezza è il nostro spettacolare territorio che può offrire ai visitatori ogni tipo di piacere.
Mete di raccoglimento religioso, itinerari d’arte e musica, gite eno-gastronomiche, attività sportive in ogni stagione grazie alle piste ciclabili, da sci, alle attività lacustri, alle passeggiate lungo i fiumi e alle tantissime bellezze sparse ovunque. Leggere Marco Carminati significa scoprire che i luoghi che abitiamo sono un palcoscenico arredato dai migliori scenografi del mondo, primo fra tutti Dio che ci ha fatto dono di vedute mozzafiato sparse da Canonica a Piazza Brembana, dai castelli della bassa pianura bergamasca ai più piccoli borghi delle nostre numerose vallate.
Bergamo nota per i suoi muratori e per le sue aziende che spero diventi sempre più nota per i suoi tesori grazie a migliaia di guide turistiche in cui tutti, nel nostro piccolo paese o su tutta la provincia, possiamo trasformarci. Essere conoscitori del nostro valore per esserne promotori. Auguro a tutti una buona lettura e una grande ripartenza, con una maggiore consapevolezza di quanto siamo fortunati a vivere in un luogo così prestigioso.

MARCO CARMINATI

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