LE SCARPE GIALLE

LIONELLO SCALISI Le scarpe gialle

“Dà ancora uno sguardo fuori della finestra, una brevissima occhiata, per l’ultima sua porzione di stelle. Poi nel buio, benché nessuno lo veda, sorride.”

Dino Buzzati

INVITO ALLA LETTURA

In una RSA Paolo, un anziano ospite, muore. Apparentemente a seguito di una banale caduta in camera. Alla figlia Adele insieme ai beni del defunto viene consegnato un quadro e alcuni giorni dopo un misterioso pacco. Ma come nei migliori intrighi polizieschi, molto non è come sembra. La morte di Paolo è proprio accidentale? E perché il pacco non viene consegnato alla figlia insieme agli effetti personali? L’amico misterioso, che Paolo incontra tutte le mattine nel parco della Residenza e che nessuno ha mai visto, esiste realmente e cosa c’entra con la sua morte? Quali inquietanti segreti nasconde la vecchia villa, antica dimora patrizia, ora pericolante e resa inaccessibile, unica memoria di un fasto lontano sopravvissuta nel parco secolare di “Villa Serenità”?

 

LIONELLO SCALISI, nato ad Erice vive a Bergamo da tanti anni. Laureato in medicina a Pavia, si è sempre cimentato con la scrittura, ma da tempo, e per l’amore per il nostro pianeta, si è ispirato a questa scrittura distopica e fantascientifica. L’attimo prima del risveglio il suo primo romanzo, questo giallo il suo secondo libro.

 

MIA RECENSIONE

FINO A QUANDO SI HA DIRITTO ALLA VITA?
Di Lionello Scalisi vi ho già presentato il precedente libro che tra distopia e fantascienza ci interrogava sulla bellezza della vita quando l’essere umano è amato e valorizzato per la sua diversità e per il suo sentire. Un’interrogazione forte in una società post industriale quale la nostra che deve tornare a riportare al centro la persona oltre che il lavoratore e la produttività.
E Lionello prosegue con la riflessione sulla vita ed il suo valore, sul diritto di essere vissuta fino alla fine secondo le proprie capacità e aspirazioni, nel rispetto di ogni bellezza e varietà.
Questa volta attraverso il giallo, che di indagini è il suolo apparentemente più adatto.
Un escamotage letterario che è ben orchestrato se costruito intorno ad una ricerca di valore etico, non solo di misfatti e di colpevoli.
Una ricerca che si appiglia ad un oggetto quasi estroso e banale, ma portatore simbolico di originalità e libertà.
Un paio di scarpe gialle che vogliono farsi notare e dichiarare sfacciatamente che chi le indossa o le desidera vorrebbe ai piedi il calore del sole, la libertà di volare pindaricamente, il coraggio di distinguersi tra la massa, di esporsi con la propria peculiarità e perdurare al buio e al freddo.
Un paio di scarpe che ci danno l’occasione di entrare in una RSA non per portarvi pandemie che azzerano una generazione, ma per tirarne fuori il riscatto di cuori che ancora pulsano generosamente, e che per generosità si mettono in un angolo e tolgono il disturbo.
C’è chi ha la prepotenza di entrare sempre e ad ogni costo nella vita altrui, anche se per eccessivo amore e c’è chi si ritira dietro le quinte, dietro una finestra ad osservare le stagioni che perpetuamente passano e riciclano respiri e umori.
Un giallo è banale se fatto solo di assassini e prove camuffate da ricercare, diventa avvincente se quanto ti spinge a cercare lo nasconde dentro di te con le riflessioni che diventano tue e che non si esauriscono insieme all’epilogo di carta.
Fino a quando è giusto vivere, pretendere la pensione e le cure? Forse fino a quando si può portare bene, un bene che interroga e che smuove.
Un bene che si nasconde dentro l’infermità ed i problemi e che tocca ai più esperti solutori ritrovare.
Buona ricerca

LIONELLO SCALISI

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