DOMANI DOPO LE DIECI

GIACOMO PARIS Domani dopo le dieci

“Sogno o son desto?”

William Shakespeare

INVITO ALLA LETTURA

Una donna, sulla spiaggia di fronte al mare, in preda a una debilitazione fisica che si intuisce – o suppone – dovuta a qualche grave malattia, si convince che l’indomani dopo le dieci morirà, che in quel momento arriverà la Nera Signora, o qualsiasi cosa e figura si manifesti in quanto tale, e la porterà con sé nell’aldilà. In una circostanza del genere, nella quale il (la) mortale si relaziona direttamente con la morte la quale gli viene incontro e gli si pone al fianco preparandola suo malgrado alla dipartita, tutto il mondo d’intorno sembra perdere di significato, salvo alcuni dei ricordi più intensi che tuttavia appaiono già sfuggenti dacché ormai non più “utili”. La morente in questa situazione si può e si deve concentrare solo su se stessa, sugli ultimi attimi di vita e sulle poche cose che ancora la possono far sentire attaccata ad essa, nonostante l’ora fatale appaia così vicina e inesorabile.

 

GIACOMO PARIS, Grumello del Monte, 1966 si laurea in Filosofia e Pedagogia (1991) presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Abilitato all’insegnamento di Filosofia e Storia e di Filosofia, Psicologia e Pedagogia, dal 1991 insegna Filosofia e Storia presso il Collegio Vescovile S. Alessandro in Bergamo. Poeta e scrittore, si interessa dei rapporti fra filosofia e poesia. Nel 1999 ha pubblicato il libro di poesie Manovre dormienti, romanzo La cura di Jonas nel 2016 e tante altre pubblicazioni.

 

MIA RECENSIONE

IL SOGNO

Di sé stessi è un prisma che rifrange la realtà in svariate forme e tonalità.
Tenui o intese, opache e luminescenti, opaline o torbide. Fuggire dalla vita e rifugiarsi nei sogni quando la vita ci fa male. Desiderare che non ci si possa mai addormentare quando siamo felici.
Il sogno che è salvagente o dizionario che spiega, velo che nasconde alla vista o, esattamente al contrario, lente che ingrandisce e chiarisce i particolari.
Cos’è dunque il sogno,
e cos’è a questo punto la vita?
L’interpretazione dei sogni, pratica necessaria e misteriosa si perde nel ricordo del tempo.
I solutori, più o meno onesti, più o meno capaci, si sono susseguiti ed avvicendati senza soluzione di continuità.
Sognare rimane dunque affascinante, malia e gioco, ragionamento o analisi.
Ma siamo più svegli quando sogniamo, o più sognatori durante la veglia?
Professore, ci racconti, Lei che è abile di parola e di pensiero, ci narri un po’ la questione, ci aiuti a fare sogni più chiari, pensieri più immaginari, ci illustri la scenografia di queste immagini oniriche.

Vi aspettiamo domenica mattina
Dehor La Pasqualina
Ore 11
Piazza Matteotti Bergamo

In compagnia di Bolis Edizioni e del
Prof. Giacomo Paris

GIACOMO PARIS

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