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Collana Romanzi Maria Di Pietro

Un’idea di Maria Di Pietro


Progettato e realizzato da Pagine Bergamasche

Maria Di Pietro penna dedita al territorio ha creato una collana di testi ambientati nella nostra terra. Romanzi diversi tra loro per stile e contenuti nati dalla passione per la scrittura e per la gratitudine dovuta alla terra che mi ha allevata e formata

Una realizzazione artistica che si arricchisce divenendo

Ulteriore occasione di promozione e valorizzazione dei luoghi e del Capitale Umano del territorio bergamasco.

 

 Romanzo Storico

PIAZZO ALTO
Da Santa Croce a Venezia e ritorno
Arti, mestieri e amori del Rinascimento bergamasco
, edito da Grafica e Arte di Bergamo.

Il romanzo riprende l’epopea dei pittori da Santacroce che a Venezia ebbero botteghe d’arte, ma che erano originari della frazione di Santa Croce di San Pellegrino Terme, all’epoca denominata Piazzo Alto. Il racconto narra vicende ambientate dal tardo ‘400 bergamasco e protrattesi in Laguna nella metà del secolo successivo quando i Santacroce aderirono al movimento pittorico del Rinascimento artistico della Serenissima Repubblica di Venezia.
Una narrazione avvincente e coinvolgente. Un romanzo ricco di dati storici arricchiti da elementi passionali e di grande sensibilità, rendendo i personaggi protagonisti dei diversi capitoli veri e propri individui da amare e ricordare. Personaggi di fantasia dai tratti inconfondibili: quelli dei nostri pittori, che ebbero grande respiro a Venezia e non solo.
Un racconto psicologico ed intimistico che desidera appassionare, ma anche approfondire tematiche di fragilità psicologica e di relazioni sociali antiche e moderne, con il desiderio di sensibilizzare l’attenzione sulle nostre quotidiane emozioni.
Il ricavato delle vendite del libro sarà devoluto in beneficenza perpetua all’Associazione Culturale Santa Croce ODV e al Museo Multimediale dedicato ai pittori di questo borgo bergamasco unico e pittoresco.

 

 

Romanzo onirico

SMALTO 
Un capotreno nella Smaltoteca di Ponte San Pietro
tra sogno e realtà
 edito da Grafica e Arte di Bergamo.

Il romanzo ha come protagonista, tra sogno e realtà, un capotreno ed è ambientato nella Smaltoteca ArtChivio di Ponte San Pietro. È un romanzo dal finale surreale che vuole portare a conoscenza del pubblico il Museo dello Smalto di Ponte San Pietro ripercorrendo al contempo la storia degli elettrotreni italiani della seconda metà del novecento, attraverso le vicende accorse ad un capotreno, un personaggio onirico che farà trolley per tutta la narrazione.

Nel racconto si incontrano due personaggi, uno reale, l’altro forse realmente esistito. La vicenda si sviluppa in poco più di un’ora, ma in un tempo sufficiente perché si possa ripercorrere la storia e rivivere, tra sogno e realtà, tante vite che tra loro si intrecciano. Giulio è l’uomo dei treni, Attilio l’uomo del fuoco e degli smalti. Giulio è la storia delle Ferrovie dello Stato italiane, Attilio l’artefice della realizzazione di molti sogni, non solo i suoi. All’interno del nuovo ed originale Museo degli Smalti di Ponte San Pietro, in provincia di Bergamo, una smaltoteca unica nel suo genere, ricca di oggetti in molteplici stili, proprio vicino alla stazione ferroviaria di questo paese diviso in due parti dal fiume Brembo, si ripercorrono su binari veri e verosimili le vite e i sogni, attraverso fotografie del tempo tratteggiate con meticolose ricerche di un passato che ha viaggiato fino a noi, non solo sui treni.

 

Romanzo di formazione

SAN GIOVANNI BIANCO 
Una donna e la sua valle

Aurora è una donna del ventesimo secolo, libera ed emancipata, una donna che insegue, come il suo paese, lo sviluppo e il futuro. Come San Giovanni Bianco con San Pellegrino Terme, come Bergamo con Milano, Aurora è lo specchio di una comunità di provincia che fa parte della crescita economica e culturale del ventesimo secolo del Bel Paese, ma che non raggiunge mai i livelli di successo delle grandi città. SanGio è un villaggio coinvolto nelle stesse dinamiche di progresso culturale ed economico di San Pellegrino Terme, ma non raggiungerà mai il successo del paese da cui è contaminato, come Bergamo che, pur affermandosi per i suoi brand anche a livello mondiale, non raggiungerà mai la grandezza della sorella maggiore Milano. Eppure SanGio, proprio come Aurora, godrà delle svariate possibilità di evoluzione. Avrà momenti di eccellenti performance e periodi sottotono, ma riuscirà a cavalcare il secolo con dignità portando a casa grandi soddisfazioni.

In questo romanzo di formazione, non solo di emancipazione femminile, si delineano i colori della provincia bergamasca nella seconda metà del novecento, con il suo progresso culturale, industriale e farmaceutico. Si alternano cadute e riprese, colori vivaci e nuance più romantiche, sia del personaggio principale che dei luoghi e delle persone intorno a lei. Tutta la narrazione auspica ad una complementarietà sempre maggiore tra scienza e filosofia. Con questa narrazione popolare  c’è il desiderio di intrattenere il lettore per fargli conoscere un magnifico luogo della provincia di Bergamo mentre si tenta, non in ultima sede, di stimolare riflessioni alla ricerca dell’abbattimento della mercificazione delle persone e della medicina, tentando la ricerca della diminuzione degli effetti collaterali della farmacologia tradizionale, così come dell’individualismo sempre più pressante del mondo moderno.

 

Romanzo di storico sociale

OLTRESSENDA BASSA Reductio ad unum 
Dalla contadina felicità coniugale al salario

Il patrimonio culturale è un’eredità che passa di bocca in bocca, di mani in mani, attraverso le narrazioni, togliendo a volte
la polvere del tempo, a volte scoprendo il valore di quella polvere, che un poco nasconde, pur raccontando di un tempo avvenuto e passato. Questo romanzo sociale pone al centro della narrazione la rivoluzione industriale bergamasca con la sua trama complessa che ha visto anche la Valle Seriana svilupparsi intorno a più settori merceologici. Attraverso la storia di una famiglia immaginaria si narrano storie di famiglie vere che hanno fatto la Storia Bergamasca, nonché la Storia d’Italia. Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, la trasformazione della famiglia da contadina a operaia e il reddito familiare è divenuto il salario individuale. È finito il tempo del focolare, dell’uno per tutti e tutti per uno ed è iniziato il tempo del singolo lavoratore. È cominciata la valorizzazione del lavoro unitario che ha innescato anche
le competitività negative nel mondo del lavoro e del progresso. Partendo dalla presa di coscienza che le fabbriche hanno portato molti vantaggi, ma hanno iniziato a disunire la famiglia, questo romanzo ha trovato il suo teatro d’azione nel tempo e in uno dei luoghi dove la modernità è arrivata intrepida e brillante, seppure non sempre antropofila.
Ad Oltressenda le cartiere e i magli lasciarono le turbine elettriche e lo spazio alla Manifattura Festi Rasini. Proprio lì nacque anche la prima Cassa Rurale Agraria su invito di Papa Leone XIII e della sua enciclica “Rerum Novarum”. Con questo romanzo, in cui protagonista è una famiglia povera anche di cultura, si è cercato di fare luce su quando possa essere cominciata la crisi della famiglia, la dissoluzione del fuoco domestico per la creazione di una collettività sempre più solitaria e individualista, ricca di oggetti del progresso, ma svuotata di relazioni sentimentali e familiari.
La classe operaia è stata un sogno nato prima nella mente degli imprenditori che nel cuore degli operai. La rivoluzione
industriale è stata una trasformazione culturale e antropologica che ci ha cambiati irreversibilmente, senza peraltro risolvere mai del tutto la questione della povertà.
Se la storia racconta cosa è avvenuto e cosa potrebbe riaccadere, la letteratura ci spiega perché. La famiglia
dei lupini di Verga è un fatto universale che è accaduto e accade ancora, anche lontano dal mare.

 

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